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Curiosi di testare il nostro sistema di valutazione ed il relativo IDR abbiamo diviso la recensione di questo SP in due articoli riferiti a due periodi storici differenti. Quello che leggerete qui di seguito prende in analisi la fascia temporale da luglio 2010 fino ad oggi, mentre il secondo, visibile agli utenti dell’area Elite, analizza questo provider fino al 2 ottobre 2011 giorno di massimo splendore, prima della sua rovinosa caduta.
Grazie al nostro sistema saremmo riusciti a difendere il nostro conto? O saremmo anche noi inciampati e caduti nel baratro dei 15K pip ?
Fx178 è un sistema automatizzato di chiaro stampo martingala che opera inserendo una posizione a mercato priva di stop e con profitto fissato a volte a 15 pip .
Nelle fasi di contro trend questo EA media il prezzo della prima operazione aprendo ogni 15 pip una o due nuove compravendite, nello stessa direzione della prima.
La fase di trading viene gestita, chiudendo parte delle negoziazioni, solo a raggiungimento di un target considerato profittevole dal money management utilizzato dal SP.
Questa logica porta il sistema a maturare, in determinati periodi, un numero molto alto di posizioni aperte contemporaneamente (virtualmente infinito) che storicamente si è rivelato essere di massimo 43. La media di profitto calcolato, nel periodo sotto esame, è di 11 pip con un massimo guadagno registrato di 399 e massima perdita di 757 per un rapporto W/L di 1:2. Questo indice negativo è controbilanciato dalla percentuale dei successi che si attesta sul 68%. Il tempo di compravendita media è di due giorni e, anche se all’inizio delle attività di questo EA si sono registrate delle compravendite su diverse valute, attualmente il cross scambiato è unicamente GBP/USD.
Il capitale minimo consigliato dal signal provider, di ben 1000 USD per ogni 0.01, ci fa comprendere l’alto livello di stress a cui esporremmo il nostro conto nel momento in cui dovessimo decidere di seguire FX178, del resto il DD del 72% non è uno scherzo . Quello che noi di Money Building notiamo è che il sistema tutt’oggi non è riuscito a recuperare l’ingente perdita verificatasi tra il 3 ed il 28 Ottobre 2011 infatti all’appello mancano ancora 9K pip a cui dobbiamo aggiungere -3600 pip di posizioni aperte.
Questo sistema non è utilizzato in nessuno dei nostri conti a causa dell’alto rischio dalle logiche utilizzate in fase di negoziazione.
| PSICOLOGIA | |
| Adatto solo a chi vuole vedere il proprio conto scendere in picchiata. | |
| PRO | CONTRO |
| Percentuale OP in profitto | Media pipRapporto W/L Numero operazioni aperte contemporaneamente DD |
Saremmo riusciti nell’intento di evitare questo expert e la sua rovinosa caduta ? Questo è quello che avremmo scritto alla luce dei dati registrati fino al 2 Ottobre 2011.
Cari trader, eccoci giunti alla terza ed ultima parte dell’ analisi su come conoscere un Signal Provider di Rentasignal.
In questa ultima parte, andremo a focalizzare la nostra attenzione sulle sezioni di dettaglio del fornitore di segnale SERENITY by TraderSP che avevamo tralasciato nel nostro secondo articolo.
Entriamo subito nel vivo:
La prima scheda che non avevamo analizzato era quella intitolata ‘HYPOTETICAL MONTHLY RESULTS’:
In questa scheda, vengono esposti i risultati mensili ipotetici in termini percentuali. In questo caso, vengono considerati gli ultimi 3 mesi del 2011 e i primi 4 dell’anno 2012. Come si può notare, le performance variano da un massimo del 530,82% ad un minimo di aprile 2012 di 7,30%. Importante osservare come le percentuali siano sempre state positive.
La seconda scheda è anche quella che solitamente attrae subito lo sguardo, perchè prevede l’esposizione grafica delle performance. Tale sezione è a sua volta suddivisa in 3 sottoschede che andremo ad analizzare:
1) TRADING CHART
In questa prima sotto-scheda denominata Trading chart, viene esposto il grafico lineare dell’andamento del conto di trading del nostro Signal Provider. Come si può notare dalla parte destra della scheda, in questa immagine il grafico esposto rappresenta una vista a 30 giorni ma, viene data possibilità all’ utente, di visualizzare il grafico con altri range temporali (1 settimana, 30 giorni che è il nostro caso, 60 giorni, 90 giorni).
E’ sufficiente infatti ‘checckare’ con il pallino il range temporale che ci interessa….e, pazientando qualche secondo, ecco che il grafico cambia esponendo una linea differente (in questo caso ho variato il range scegliendo i 90 gg):
Da notare come in questo caso, avendo scelto un range temporale più esteso, si riesce meglio a comprendere il movimento di crescita quasi costante del conto del Signal Provider.
Nel grafico troviamo l’area verde denominata balance che in sostanza è il bilancio del conto (area in positivo quindi conto in positivo). Abbiamo poi due linee che sono rispettivamente la Equity (in arancione) che rappresenta l’andamento del conto (in questo caso osserviamo un andamento sostanzialmente in crescita positiva con qualche drawdown…evidende quello in data 22 gennaio 2012) e la Initial balance (rosa) che serve per identificare il punto di partenza del conto…osserviamo in questo caso che il conto non è andato mai in negativo nel range temporale considerato.
Una cosa molto importante è rappresentata dal riquadro a destra dove sono evidenziate in blu tutte le coppie di valute tradate dal Fornitore di segnale.
In questi nostri esempi infatti, la rappresentazione grafica della performance del conto, tiene in considerazione tutte le coppie di valute ‘tradate’ dal SP, ma è possibile selezionare ed esporre graficamente anche le performance di una (o più di una) sola coppia di valute:
A titolo puramente di esempio, vi mostro l’esposizione grafica dell’andamento a 90 gg del solo cross valutario GBPUSD (Sterlina inglese/Dollaro Usa):
2) CURRENCIES CHART:
In questa scheda viene esposta, sotto forma di classico grafico a torta, il peso percentuale delle varie coppie di valute rispetto all’ operatività complessiva del conto di trading utilizzato dal Signal Provider.
Anche in questa scheda è possibile scegliere a sinistra il Timeframe (range temporale) di cui si vuole l’esposizione dei dati. Nel nostro esempio il range temporale è quello a 30 gg e come si può notare dal grafico, la coppia di valute (cross valutario) maggiormente tradato dal Fornitore di Segnale è la coppia EUR/USD con il 63,54% di percentuale. Viceversa, la coppia meno tradata risulta essere USD/CHF con solo l’ 1,04% di percentuale.
3) RESULTS PER SYMBOL.
In questa scheda, vengono esposti i risultati operativi in termini di PIPS e USD (che è la valuta in cui è espresso il conto del Signal Provider). La tabella è divisa in colonne:
1) SYMBOL = vi sono tutte le coppie di valute tradate dall’ SP. La prima riga, denominata ALL, raggruppa i risultati di tutte le coppie di valute considerate insieme.
2) WEEKLY PIPS = sono esposti i pips guadagnati ( o persi) nella ultima settimana considerata.
3) TOTAL PIPS = rappresenta il numero totale di pips guadagnati (o persi) dall’ inizio dell’operatività.
4) WEEKLY USD = sono i dollari (USD) guardagnati (o persi) nell’ ultima settimana considerata.
5) TOTAL USD = rappresenta il totale dei dollari guadagnati da quando il conto è operativo.
Tutti i dati descritti, sono esplicitati sia in termini di totale generale del conto (guardando la riga ALL), sia distinti per i vari cross valutari utilizzati dal Signal Provider per tradare.
Andiamo ora ad analizzare l’ultima scheda presente in questa pagina. Si tratta della scheda in basso anch’ essa suddivisa in 3 sotto-schede.
La prima che andiamo a guardare è la sotto-scheda denominata OPEN POSITIONS
In questa sotto-scheda vengono evidenziati gli eventuali ordini attualmente aperti (ordini ancora a mercato) del Signal Provider. In questo caso osserviamo come non vi siano ordini in questo momento in cui scriviamo (There is not any active order).
La successiva sotto-scheda si chiama PENDING ORDERS e non riusciamo a mostrarvi l’immagine essendo questa sezione visitabile solo dai fruitori del servizio di questo Signal Provider. In ogni caso, in questa sotto-scheda, verranno esposti gli ordini pendenti inseriti dal Signal Provider….ordini quindi in attesa di essere eseguiti in base ai criteri specifici di operatività del Signal stesso. Non vengono giustamente mostrati ai non iscritti perchè rivelatori in parte della strategia operativa del Fornitore.
Passiamo ora all’ ultima sotto-scheda denominata ACCOUNT HISTORY. Questa è una scheda molto importante perchè presenta lo storico di tutte le operazioni aperte dal Signal Provider in questo conto.
La tabella dei dati storici è estremamente utile per capire l’operatività del SP osservando le sue operazioni nel passato.
Le colonne rappresentate in tabella sono:
1) ID = è il numero di registrazione identificativo dell’operazione
2) TYPE = tipo di operazione (S=sell , B=buy) short o long.
3) SYMBOL = è il cross valutario tradato
4) SIZE = il volume in termini di lotti con cui il trader ha aperto l’operazione (es 0.44= 0,44 lotti)
5) DATE OPENED = data in cui è stata aperta l’ operazione (comprensiva di orario)
6) CLOSED DATE = data in cui è stata chiusa l’operazione (comprensiva di orario)
7) S/L e T/P = sono rispettivamente lo Stop Loss ed il Target Price inseriti dal SP al momento dell’ apertura della posizione (non tutte le operazioni hanno questi dati, a volte ci sono tutti e due, a volte solo uno, a volte sono assenti entrambi, dipende dal tipo di operazione).
8 ) OPEN PRICE = prezzo di apertura dell’ operazione
9) CLOSED PRICE = prezzo di chiusura dell’ operazione
10) PROFIT PIPS = Profitto in pips dell’operazione (in sostanza è la differenza fra i punti 9 e 8).
11) PROFIT USD = Profitto di cui sopra ma esposto in termini di USD (valuta del conto in dollari)
12) HIGH/LOW = questo dato rappresenta il range in termini di pips dell’operazione. Significa cioè che viene esposto il valore massimo e minimo di pips toccati dall’operazione…ad esempio, la prima operazione che è stata chiusa con un profitto di 4 pips, prima di raggiungere il culmine di guadagno di 4 pips aveva toccato un valore di perdita di - 2 pips.
Siamo cosi giunti alla conclusione di questo nostro percorso di analisi per conoscere un Signal Provider di Rentasignal.
Spero che le informazioni vi siano state utili e chiare..
Non mi resta che augurare un buon (mirror) trading a tutti !!!
ciao
un saluto dallo staff di MB
written by WikiFx
Viene sempre ripetuto (e anche da noi ) che uno dei fattori più importanti per avere successo nel trading è la gestione del rischio. Si pensa sempre a quanto si vince in questo o quell’altro modo, quanto si guadagna con questo o quel sistema, nel nostro caso quanto quel Signal Provider farà lievitare il nostro conto nel giro di poco tempo; ma si pensa sempre troppo poco a quanto il nostro conto potrebbe essere messo a rischio.
Andando ancora più a fondo, il vero problema è che si pensa sempre troppo poco a come ci potremmo sentire noi in un momento di perdita.
“Se conosci il nemico e conosci te stesso, nemmeno in cento battaglie ti troverai in pericolo. Se non conosci il nemico ma conosci te stesso, le tue possibilità di vittoria sono pari a quelle di sconfitta. Se non conosci né il nemico né te stesso, ogni battaglia significherà per te sconfitta certa.” (Sun Tzu - L’arte della guerra)
Così diceva un certo stratega qualche migliaio di anni fa E queste parole non possono che esserci d’ispirazione.
Di positivo c’è che noi siamo addirittura molto più avvantaggiati, se ci pensiamo bene. Noi il nostro nemico non dobbiamo neanche conoscerlo veramente, perché noi ci affidiamo a chi l’avversario l’ha già studiato in modo approfondito.
Di fatto, il nostro Signal Provider è il nostro alleato sul campo di battaglia.
A noi rimane la regia, rimane di goderci lo spettacolo della battaglia. Ma dobbiamo per forza già mettere in conto che non sempre saranno battaglie facili, né sempre finiranno al meglio. Anzi, dobbiamo già essere preparati al fatto che dovremo affrontare momenti duri.
Quindi, poniamoci alcune domande e cerchiamo di essere onesti nelle risposte.
Ci conosciamo veramente? Sappiamo quale sarà la nostra reazione? Abbiamo già avuto esperienza di subire perdite? Potevamo fare qualcosa o era fuori dal nostro controllo? Ci siamo fatti prendere dal panico o abbiamo tenuto i nervi saldi? Ci siamo voluti rifare poco dopo o abbiamo saputo aspettare? E ancora e ancora…
E’ sicuramente un enorme vantaggio poter, tutto sommato, “conoscere” quello che ci potrà capitare seguendo un determinato SP, ma dobbiamo capire che queste previsioni sono da riflettere sul nostro conto, non su noi stessi . Per dirlo in altri termini, poniamo di aver studiato il SP e i suoi DD, per cui sappiamo in anticipo le perdite che il nostro conto potrebbe subire. Nel caso queste previsioni si avverassero (ed è buona cosa ragionare come se questa fosse un certezza ) il nostro conto rimarrà impassibile, freddo e logico come lo era il primo giorno di vita. Possiamo dire lo stesso di noi? Possiamo essere sicuri di rimanere distaccati e emotivamente insensibili come il nostro conto?
Per fare un esempio. Abbiamo fatto tutti i nostri calcoli e i nostri settaggi, e abbiamo impostato in modo tale che il nostro conto non debba mai scendere sotto i 500 pips di DD. Perfetto! Lasciamo partire le macchine e il conto comincia ad operare, ma per una malaugurata coincidenza capitiamo proprio in uno di quei momenti contrari ai nostri SP, e il nostro conto comincia ad andare sotto… finendo per produrre un DD di 480 pips…
REAZIONE NOSTRA: Panico!!! Cosa faccio?! Fanculo ormai è andata!!! Ecco lo sapevo!!! Cazzo devo togliere il limite a 500 altrimenti mi stoppa tutto e perdo!!! Chiudo tutto io e mi metto su altri SP che fanno più pips, con leva maggiore così recupero!!!
REAZIONE DEL CONTO: Nessuna.
Nessuna reazione da parte del nostro conto, nessun cambiamento di strategia, nessun colpo di testa, nessun momento di panico. Il prossimo segnale che il nostro SP si troverà a gestire, ora che siamo in perdita, sarà identico in tutto e per tutto a quello di quando eravamo in guadagno o a pari, perché per lui è ben chiaro che un segnale è sempre un segnale, deve essere eseguito, ma deve essere fine a se stesso. Un’operazione deve essere aperta e poi chiusa come la strategia richiede, non con l’intento di recuperare le perdite subite, o per guadagnare più del dovuto.
Ecco invece quello che succede quando nei momenti difficili siamo noi a prendere le redini, ma ancora non conosciamo noi stessi e non sappiamo quindi controllarci.
Appena togliamo gli stop il prezzo accelera con prepotenza nella direzione a noi contraria portando le nostre perdite da accettabili a disastrose; oppure, appena chiudiamo tutto manualmente in anticipo a -480 pips per cambiare aria, maledicendo questo o quel SP che ci ha fatto perdere, ecco come i sistemi recuperano magnificamente le perdite fino a portare il conto in positivo con un ottimo guadagno, lasciando però a bocca asciutta noi impulsivi che ci siamo scollegati mentre eravamo intenti a insultare tutto e tutti .
Chi ha già avuto esperienze di trading conosce perfettamente quello di cui sto parlando, è forse per molti è stato proprio l’esperienza che li ha fatti abbondare questa attività, splendida e tremenda allo stesso tempo.
Non spaventiamoci! Non esitiamo! Non demordiamo!
Ma piuttosto prepariamoci accuratamente alla battaglia, in ogni minimo particolare, dai calcoli, ai settaggi e soprattutto a noi stessi e alle nostre possibili reazioni!
Rileggiamo ancora una volta questo articolo e fermiamoci profondamente a pensare.
Cominciamo a capire qualcosa in più di noi stessi?
Grazie per la lettura e…
Alla prossima puntata.